Scienza Dilettantistica

Stelle Variabili Cataclismatiche e Novae: il Meeting

Domani pomeriggio parteciperò (via skype) in veste di coordinatore della sottosezione Stelle Variabili Cataclismatiche e Novae dell’UAI al meeting di sezione che si terrà a Guado Tadino (Perugina) all’interno del Convegno Nazionale GAD. E’ la mia prima esperienza come coordinatore di un progetto di ricerca amatoriale e sono davvero entusiasta di poter portare avanti lo studio di oggetti così particolari come le Variabili Cataclismiche.

L’intervento certo non durerà molto perché la sottosezione è stata appena aperta e ancora non abbiamo in mano studi degni di essere presentati ad un meeting. Resta però importante presentarsi con una voce ed un viso (speriamo che la connessione tenga) al gruppo di osservatori presenti di cui alcuni hanno aderito alle compagni osservati di TT Ari e SS Cyg. TT Ari in particolare è un po’ il cavallo di battaglia mio e di Stefano Padovan, il mio socio, che col suo telescopio installato in New Mexico e comandato da remoto ha raccolto una mole sterminata di dati fotometrici su stelle cataclismiche ma in particolare appunto su TT Ari che come dice lui è un “petardo impazzito”.

Vi lascio qui la breve presentazione che il responsabile di sezione Claudio Lopresti ha portato al XX° Congresso UAI e che sarà poi la linea guida del mio intervento di domani:

Tra le sezioni di ricerca fin ad ora dedicate alle stelle variabili c’era un buco. Questo buco è stato colmato quest’anno con la nascita della sezione Stella Novae e Cataclismiche, che si occupa della ricerca di stelle novae galattiche e delle incredibili esplosioni delle stelle cataclismiche. Fisicamente questi oggetti sono molto particolari perché dietro alla loro “esplosività” si nasconde in realtà un sistema binario in cui un componente è un oggetto compatto, tipicamente una nana bianca o una stella di neutroni, mentre l’altro è una stella di tipo solare (classi spettrali G o M). L’oggetto compatto per effetto gravitazionale strappa materia all’oggetto di tipo solare e crea attorno a se un disco di accrescimento il quale “scaldandosi” per fenomeni termonucleari provoca esplosioni che accrescono la luminosità del sistema di molti ordini di grandezza in pochissimo tempo. E’ dalla grande variazione in poco tempo della loro magnitudine, che prendono il nome Novae (nuove), dove prima ad occhio o al telescopio sembra non esistere alcun oggetto, dopo poche ore si trovano oggetti di magnitudine 16 o 17 che nel giro di una o poche notti arrivano fino a 10 o 9 a seguito di eventi cataclismatici. Salti periodici di 5 o 7 magnitudini sono quanto un osservatore di questi oggetti può osservare, sia attraverso un binocolo che attraverso un CCD al fuoco di un telescopio anche di modesto diametro o nel caso della ricerca di novae al fuoco di un teleobiettivo fotografico. La frequenza osservativa è di norma ogni notte serena con poche misure per sessione al fine di monitorare eventuali nuovi eventi e si intensifica con sessioni di misura che durano anche intere notti quando la variazione è repentina e particolarmente violenta. L’attività della sezione sarà quindi incentrata su di un programma basato sul monitoraggio degli stessi oggetti seguito dall’AAVSO con cui siamo direttamente in contatto e il supporto per la conferma delle novae cercando di rispondere sempre alla richiesta che AAVSO fa attraverso i suoi Alert Osservativi. Col tempo e con la buona volontà di chi vorrà partecipare porteremo avanti un nostro programma sia per la ricerca che per il monitoraggio di novae galattiche ricorrenti o non.

Vi aggiornerà quanto prima sulle mie impressioni su questa nuova esperienza.

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