Storia della Scienza, Varie

Ma quanto è vasta la scienza moderna!?

Apparecchiature e Strumentazione Ottocentesche (tratte da: http://www.islandbreath.org)

Non vi è mai capitato soprattutto leggendo le news in rete o gli articoli su riviste multi-argomento (i.e. Le Scienze) di chiedervi come è possibile che una persona di media cultura riesca a comprendere articoli che spaziano dalla medicina alla fisica passando per antropologia arrivando a parlare in fine di neuroscienze?.
Io è da un pò che me lo chiedo e ultimamente ho partorito una riflessione che credo possa interessare e sulla quale questo mio blog potrebbe contribuire a far chiarezza.

Sappiamo che in passato, diciamo prima del ‘900, la scienza è stata in gran parte sviluppata da degli scienziati-artigiani. Erano persone che erano in grado di essere teorici, ingegneri, sperimentatori allo stesso tempo e cioè riuscivano a pensare un teoria, costruirsi gli strumenti per le misurazioni dell’esperimento necessario per verificarla ed in fine condurre gli esperimenti necessari per ottenere dati che avvallassero la loro idea originale. La questione è che spesso erano da soli o comunque contornati da persone specialiste nella stessa loro branca di scienza e quindi dovevano contare sulle proprie conoscenze senza avvalersi di quelli che adesso si chiamano consulenti o tecnici. Queste conoscenze dovevano essere quindi allo stesso tempo ampie e profonde, altrimenti gli strumenti sarebbero stati meno precisi del necessario e avrebbero falsato le misure “falsificando” la teoria.

Mi domando quindi come sia possibile che una singola persona o anche un piccolo gruppetto sia stato capace di accumulare una mole così grande di conoscenze specialistiche. Una delle prime risposte che mi do è che all’epoca le conoscenze erano molto minori ma un attimo dopo mi dico che comunque le conoscenze di dettaglio necessarie erano comunque da sapere perchè da mettere in pratica, io non sarei in grado di accumularle e utilizzarle in un modo così preciso. Erano persone “superdotate”? probabilmente si o probabilmente no.

Con questo cosa voglio dire? voglio semplicemente sottolineare il fatto che per essere conoscitori di vasti campi di scienza non è necessario averne una padronanza profonda ma forse è sufficiente avere una infarinatura superficiale ed avere a portata di mano i giusti riferimenti da consultare, questo credo sia il vero segreto e cioè l’informazione giusta al momento giusto.
Questa mia conclusione allora fa sorgere una nuova domanda: perchè adesso c’è l’esigenza nella ricerca di essere ultraspecializzati “farmacisti” in un sottosettore di un singolo settore per poter portare avanti una ricerca? la  mia personale risposta è che questa specializzazione sia proporzionale alla crescente complessità degli argomenti che non sono più di scienza di base ma interessano concetti di dettaglio che per essere sviluppati necessitano di un background scientifico che invece gli scienziati-artigiani non necessitavano perchè si occupavano appunto di ricerca di base dove tutto o quasi doveva essere da loro “tirato fuori dal cilindro”.

Voi cosa ne pensate? siete/sareste più artigiani o più farmacisti? Io amo l’artigianato! 😉

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